Studi biografici

Segnaliamo agli appassionati di storia brigantesca, e chiavonista in particolare, due lavori seri, di vasta e approfondita ricerca storica, spassionati e non settari né propagandistici. Il primo, dettagliatissimo e dalla cronologia fitta e puntuale. Il secondo, aggiornato nella ricerca, altrettanto storico ma di taglio più giornalistico e divulgativo. Molto importante e ricco il corredo fotografico.

    

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Michele Ferri
Domenico Celestino


IL BRIGANTE CHIAVONE
Storia della guerriglia filoborbonica alla frontiera pontificia (1860-1862)

Prefazione di Franco Molfese
Edizione Centro Studi “Cominium” a cura del Comune di Casalvieri
Tipografia Pasquarelli, Sora 1984, pagine 405, con ill.




Dalla prefazione di Franco Molfese:

“...Gli Autori hanno voluto “rivisitare” i risultati delle vecchie (e frammentarie) trattazioni del brigantaggio nella zona di Sora e in generale nel settore orientale e meridionale del confine tra lo stato pontificio e quello italiano. Mediante una accurata utilizzazione della abbondante bibliografia sull'argomento, integrata e controllata da approfondite ricerche d'archivio, essi ci danno una minuziosa e quasi puntigliosa ricostruzione di uomini, cose ed episodi del brigantaggio post-unitario alla frontiera pontificia...”


Dalla presentazione di C. Iacobone, Presidente del Centro Studi Cominium, in 4a di copertina:

“Luigi Alonzi detto Chiavone è, con Crocco, il personaggio più rappresentativo del brigantaggio postunitario. Egli svolse un ruolo primario nell'insorgenza antinazionale conducendo la sua azione in una zona di grande interesse strategico, punto nodale dell'attività cospirativa organizzata dalla corte napoletana in esilio e obiettivo privilegiato di tutti i progetti borbonici di riconquista. Operando sul confine, Chiavone si trovò, più di ogni altro capobanda, coinvolto in un gioco politico-diplomatico che lo innalzò dapprima al rango di protagonista e successivamente lo ridusse a capro espiatorio di inefficienze, di errori e tradimenti che erano di altri.
Eppure, nonostante l'importanza della reazione chiavonista, nessuno storico finora aveva prodotto una seria e completa indagine su di essa: un vuoto inspiegabile colmato ora da due validi studiosi che, attraverso una sistematica ricerca condotta in archivi e biblioteche di molte città italiane (Roma, Napoli, Caserta, Frosinone, Milano, Torino, Bari) e straniere (Monaco, Vienna), ci hanno dato, come dice il Molfese, 'una minuziosa e quasi puntigliosa ricostruzione di uomini, cose ed episodi del brigantaggio postunitario' alla frontiera pontificia”.




   

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Michele Ferri

IL BRIGANTE CHIAVONE
Avventure, amori e debolezze di un grande guerrigliero nella Ciociaria di Pio IX e Franceschiello

A cura dell'Azienda di Promozione Turistica di Frosinone e del Centro Sorano di Ricerca Culturale
Sora 2001, pagine 320, con ill.




Dalla Nota dell'Autore a pag. 5 del volume:

“Questo lavoro è la rielaborazione della vasta ricerca sulle imprese di Chiavone condotta anni addietro con la qualificata collaborazione del prof. Domenico Celestino e pubblicata dal Centro Studi Cominium, a cura del Comune di Casalvieri: M. Ferri – D. Celestino Il brigante Chiavone. Storia della guerriglia filoborbonica alla frontiera pontificia, 1860-1862, Sora 1984, pp. 405. Ho ripreso questa storia perché, dopo le continue e pressanti richieste del volume, ormai raro e consultabile solo in alcune biblioteche, ho constatato un sempre crescente interesse del pubblico, non solo ciociaro ed italiano, per la figura del famoso brigante sorano.
Reimpostando la materia e riscrivendola in buona parte, mi sono sforzato di renderla più piacevole e accattivante, mettendo maggiormente a fuoco l'esperienza umana dei personaggi nel drammatico contesto politico-sociale da loro vissuto, ma rispettando comunque la realtà storica già documentata, che in alcuni punti viene aggiornata e integrata, a soddisfazione, spero, di un numero di lettori sempre più vasto.
Avendo come obiettivo quello di fornire una versione più godibile della vicenda, ho ridimensionato notevolmente il carico di riferimenti e di citazioni presente in maniera forse troppo puntigliosa nella prima edizione. Rimando quindi gli studiosi in cerca di precisi riscontri archivistici e bibliografici, come pure i lettori desiderosi di maggiori dettagli su persone, azioni, tempi e luoghi della guerriglia, al volume già pubblicato e sopra citato”.



Dalla presentazione di Naldo Giammarco, del C.S.R.C., nel risvolto di copertina:

L'AUTORE: a 20 anni professore di scuola media; a 24 titolare di Italiano e Storia nell'I.T.C. “C. Baronio”, dove ha poi sempre insegnato. Si dedica alla ricerca storica e vive a Sora.
Ha pubblicato una decina di libri e saggi sui grandi fenomeni di massa (brigantaggio, movimenti risorgimentali, emigrazione), su figure e vicende politiche ciociare dell'Otto-Novecento. Ha svolto un centinaio di relazioni in altrettanti convegni e seminari di studio, organizzati anche da prestigiosi istituti universitari.
E' stato Commissario e poi Presidente dell'Istituto di Storia del Risorgimento Italiano per la provincia di Frosinone.

IL LIBRO: Dei capibanda che fecero grosso-brigantaggio nell'ex Regno delle Due Sicilie al momento della realizzazione dell'unità d'Italia, Luigi Alonzi, detto Chiavone, è forse il più importante e il più rappresentativo.
Egli condusse la sua azione in una zona di grande interesse strategico, lungo il confine tra lo stato borbonico e quello pontificio, dalla Marsica al litorale di Terracina. Un territorio molto esteso dove si giocò l'ultima, sanguinosa partita tra i difensori della monarchia borbonica e le truppe nazionali di repressione.
Le notevoli capacità di manovra e di comando mostrate da Chiavone, l'ascendente che riuscì ad esercitare sulle molte centinaia di gregari, la qualità stessa della sua guerriglia che rese precario per un biennio il dominio dei conquistatori sull'esteso territorio ed infine la fiducia che ebbe dai sovrani spodestati lo innalzarono al ruolo di protagonista ma lo esposero, nel contempo, a critiche velenose e gelosie incontenibili che dovevano risultargli mortali.
Nella vicenda di Chiavone si chiariscono i ruoli e le implicazioni di molti personaggi storicamente importanti. Oltre a re Francesco e alla regina Maria Sofia, sono quasi comprimari, nella sua storia, strani vescovi e potenti cardinali, grandi generali e famosi ministri che hanno fatto le disgrazie o le fortune delle due parti in lotta.
Con Chiavone e per Chiavone agisce e soffre tutta una popolazione povera ed esasperata che attacca, saccheggia, uccide ma viene anche uccisa, fucilata, decimata; costruisce con sacrifici immani la sua oscura epopea dove non mancano gesti commoventi di lealtà, di coerenza e di eroismo.
Ogni figura, nobile o modesta, fedele o infida, coraggiosa o vile, come ogni episodio, avventuroso o politico, felice o infausto, crudele o amoroso, sono descritti con grande maestria da un Autore esperto che usa tutte le sue doti di intelligenza e di stile per rendere obiettiva la ricostruzione e piacevole la narrazione”.